*Asterisco

La diversità ci unisce come la forza che unisce due opposti è la repulsione.

Sempre mi viene di cercare di capire se l’arte è strumento di conoscenza della realtà oppure riferimento dell’evoluzione sociale. Se l’artista ruba dalla realtà circostante o la trasforma o influenza inconsapevolmente. E sempre rimango in attesa di risposta, insoddisfatto se non del fatto che, a volte questo a volte quello, sembrano essere l’essenza della creazione artistica.
Una sperimentazione incessante, una ricerca di approdi temporanei, strumentali, illusori. Asterisco rimanda proprio a qualcos’altro oggi ancora incompreso, ancora da sperimentare, oppure da comprendere. È forse questa incertezza che dona alla mano dell’artista le libertà più acrobatiche di creare e tradurre? È forse la possibilità totale di scelta … tra fare e non fare e tra riuscire o fallire che include proprio il dubbio che permea la creazione artistica? Tanto è ampio il fronte di possibilità dell’arte quanto imbarazzante l’incapacità di parlarne! Parto dunque da una piccola certezza, personale, individuale e in quanto tale egoistica: che necessità ho? Tanto artista quanto commercialista, tanto artigiano quanto industriale. Che necessità ho? Ebbene, quando le mie necessità sembrano pionieristiche, probabilmente mi sto domandando se sono capace di relazionare le cose attorno a me, in un modo che nessun altro e riuscito prima. Punto primo riconosco in ciò che mi circonda tutto l’alfabeto che mi occorre. Secondo, l’ottimismo della sfida spinge l’aspirazione oltre la riproduzione o lo spostamento di schemi già esistenti, verso l’assurdo statistico, l’impossibile conosciuto.
Terzo, mi muovo in un campo in cui la teoria non mi supporta più e la pratica mi aiuta solo in parte, mi muovo nella ricerca con la sperimentazione. Chi ha inventato il micro-credito (ad esempio) ha sviluppato un’ipotesi statisticamente fallimentare, soltanto perché sentita interiormente come necessità, arricchendo poi la teoria con gli strumenti della sperimentazione e della prova concreta. La concretezza è un elemento molto importante nella creazione, non sta nella prova geometrica o economica (tutte prove statistiche)ma nel fatto che da quel momento in poi diventerà lettera dell’alfabeto della statistica in generale, oggetto di studio e riferimento per quel determinato settore. La creazione non è statisticamente provabile. Mi piacerebbe elencare molte persone che si muovono con una necessità simile, tra industriali e muratori … ma ritengo ora più opportuno concludere dicendo che la creazione artistica, oltre quanto detto, seguendo lo stesso iter, si differenzia perché è fulcro di relazione tra linguaggi dell’emozione. Cioè la relazione è un fulcro importante di creatività; la relazione di cose, luoghi e significati è propria di un creatore ma se la relazione è tra linguaggi poetici e dell’emozione, questo è un artista.
Asterisco ha cominciato il suo cammino dalle necessità individuali, per essere strumento di ausilio con il confronto, con la collaborazione, con la scelta di un luogo di relazione tra artisti e arti. Un aggregato eterogeneo di prospettive e provenienze che si innestano, ciascuno a proprio modo e per propria necessità/convenienza, in un operato comune che li rispetta e li struttura. È bello vedere tante persone (e i loro lavori) insieme, rispettate e accese dalla voglia (di gruppo) di fare quel passo incerto che, insicuro, li conduce alla bellezza, all’equilibrio, all’ebbrezza e tutte le altre emozioni che ci da l’arte.

La diversità ci unisce come la forza che unisce due opposti è la repulsione.

Antonio Sarnari

Ernesto Assenza

Ilde Barone

Teresa Bellina

Elda Carbonaro

Marco Antonio Cassibba

Massimo Cataldi

Ezio Cicciarella

Giosca (Giovanni Scarpata)

Corrado Iozzia

Nut (Nuccia Taranto)

Francesco Rinzivillo

Adriano Savà

Giampaolo Viola

Pierpaolo Zocco

 

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