Pittura

Sonia Alvarez

Sandro Bracchitta

Carmelo Candiano

Sono nato a Scicli (Ragusa) il 28 Settembre 1951.
Dopo gli studi superiori, frequento un corso di scultura presso l’istituto d’arte di Siracusa.
Nel 1972mi trasferisco a Firenze, dove mi iscrivo all’Accademia di Belle arti. Nel 1973 all’Accademia di Venezia, frequento i corsi di Alberto Viani. Qui, rimango otto anni, lavorando per il teatro con un gruppo di amici. Nel 1980, tornato definitivamente in Sicilia, a Scicli, trovo un clima culturale, particolarmente vivace, grazie all’apporto di numerosi artisti che avevano dato vita al Movimento Vitaliano Brancati e a “Il Giornale di Scicli”. Stringo amicizia con Piero Guccione, Sonia Alvarez, Franco Sarnari, tutti pittori con cui instauro un dialogo e un confronto artistico ricco e stimolante. [Continua a leggere »]
In questi anni inizio ad esporre le prime sculture e disegni. Nel 1981 partecipo ad una collettiva a Palermo insieme a Alvarez, Guccione, Polizzi, Sarnari e del 1982 è la prima personale alla Biblioteca Comunale di Scicli.
Gli anni Ottanta si susseguono ricchi di mostre a Ragusa, Roma, Donnalucata. Nel 1987 sono invitato da Vittorio Sgarbi alla mostra “la Natura Morta nell’Arte Italiana del Novecento” al Castello Estense di Mesola (Ferrara) e, nel 1990, sempre su invito di Sgarbi, partecipo al Premio Su zara.
Dopo un importante personale alla Galleria Basile di Palermo nel 1991, nel 1992 vivo un momento importante sia nella vita personale – conosco Enza, la mia attuale compagna – sia dal punto di vista lavorativo: realizzo un’importante personale con il patrocinio del Comune di Bologna a Villa Aldrovandi Mazzacorati; presso la Galleria Il Narciso di Roma, invece, vengono esposti i miei disegni e sculture.
Si apre un periodo intenso e pieno di lavoro e si moltiplicano le mostre, sia collettive (soprattutto insieme ai pittori del Gruppo di Scicli nel 1997 Ombre e Luce del Sud insieme ad Alvarez, Guccione, Polizzi Sarnari), sia personali (un’importante mostra antologica alla Casa dei Carraresi a Treviso, Opere dal 1985 al 1998).
Il mio studio si trova in aperta campagna iblea, su una collina che degrada verso il mare, ed è pieno degli oggetti più vari raccolti durante le escursioni nel territorio.
Accanto a calchi di gesso e argilla ancora bagnata, ci sono pietre di varia forma, conchiglie, tronchi o rami, piatti di terracotta, melagrane, girasoli: uno scenario capace di dar vita all’immaginario da rappresentare. I materiali usati per le sculture variano dal gesso al cemento, alla pietra e al marmo.
Da diversi anni lavoro soprattutto con la pietra Pece (una pietra di tipo calcareo misto a Bitume presente nel territorio sciclitana della Cava di Castelluccio, che si trova a due passi dal mio studio. Qui a Scicli vivo e lavoro.

Giuseppe Colombo

Attilio Forgioli

Attilio FORGIOLI è nato a Salò (BS) nel 1933. Nel 1953 si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Brera con Achille Funi e Mauro Reggiani. In Sicilia, insieme a Pardi, Bonora, Castellaneta, Rossi e Attilio Del Comune, forma il gruppo Società Nuova. Vi ritornerà nel 1968 per partecipare al Premio Capo d’Orlando organizzato da Vittorio Fagone. In questa occasione ha inizio l’amicizia con Piero Guccione.
Dopo Morlotti e Guttuso tiene un’antologica a Somma Lombardo, in quest’occasione conosce Guttuso che scrive un’introduzione per il catalogo. Nel 1978 è invitato alla Biennale di Venezia e a quella di San Paolo in Brasile. Conosce nel 1981 Flaminio Gualdoni che scrive su di lui un bellissimo articolo su Il Giorno. [Continua a leggere »]
Nel 1992 conosce Marco Goldin, che organizzerà un’ampia mostra antologica a Palazzo Sarcinelli di Conegliano. Nel 1996 gli amici valsesiani gli organizzano una mostra a Palazzo d’Adda a Varallo Sesia; ancora una volta sarà presentato da Marco Goldin e Vallora, e ne parlerà su La Stampa Marco Rosci. A Palazzo Sarcinelli esporrà ancora in Pittura come Pittura, Figure della pittura e Arte in Italia 1956-1968 nel 1995. Da Monet a Morandi e Paesaggi dello spirito nel 1997. Da Fattori a Burri, Roberto Tassi e i pittori, Ottocento e Novecento in Italia, Palazzo Sarcinelli 1988-1998. Una donazione per un nuovo museo nel 1998. Elogio del pastello e Da Morlotti a Guccione nel 1999. Nell’ottobre del 1997 espone per la prima volta alla Galleria Appiani 32 di Milano. Nel 1999 alla Galleria Bambaia dell’amico Rebesco e alla Galleria Valerio di Brescia una serie di opere a olio su carta. Nel 2000 Marco Goldin gli organizza un’antologica di opere alla Casa dei Carraresi di Treviso; la stessa mostra verrà ripetuta a Trapani nel 2000 e alla Galleria Cefaly di Catania. Nel 2001 espone nella Galleria di Alberto Valerio. Viene invitato al Museo di Lissone e al castello di Vigevano. A Genova la galleria Rafanelli nel 2001 gli organizza una personale. Nel febbraio 2003 a Milano Flaminio Gualdoni presenterà l’antologica 1962-2002 presso il Museo della Permanente e Flavio Arensi presso la Galleria Pittura Italiana. Nel 2004 Claudio Cerritelli lo invita alla mostra L’incanto della pittura presso la Casa del Mantegna a Mantova. Nel 2005 Espone a Bruxelles alla Galleria Serge Scohy e nel 2006 al Museo della Permanente di Milano nella mostra Silenzio e splendore del segno. Forgioli alterna il suo lavoro di pittore fra Milano e la Valsesia.

Franco Francese

Alberto Gianquinto

Alberto Gianquinto è uno dei pittori più significativi e trasversali del secondo dopoguerra italiano.
Nato a Venezia nel 1929, inizia a dedicarsi alla pittura sotto la guida di Luigi Cobianco.
A partire dalla seconda metà degli anni cinquanta conosce la sua esplosione, presentando le sue prime personali e partecipando alla Biennale di Venezia del 1956 e del 1962 e alla Quadriennale di Roma del 1959.
Nel 1963 si associa al movimento romano Il pro e il contro, con Attardi, Vespignani, Farulli, Calabria e Guccione.
Il suo impegno nel Partito Comunista Italiano trova espressione nelle tele dedicate ad avvenimenti politici e sociali. [Continua a leggere »]Contemporaneamente la nascita del figlio Nino ispira la trattazione di temi intimisti e personali: negli anni, numerose tele saranno dedicate ai compleanni del figlio.
Partecipa di nuovo alla Biennale nel 1978 e alla Quadriennali del 1965 e 1969.
Fra il 1969 e il 1981 realizza le sue opere più celebri, legate alla testimoninanza politica: A Guevara, Sugli spalti (1969), Ottobre, No alla repressione, La marcia, Le barricate (1970), Il 1975 (contro la repressione poliziesca dei moti studenteschi), Il drappo rosso (1979, per i suoi cinquant’anni), la Stele di Pio La Torre (1981, dedicata al sindacalista assassinato dalla mafia).
Nel 1983 si traasferisce nella campagna jesolana, che lo ispirerà per una serie di dipinti in cui trasfigura il paesaggio.
Nel 1986 dipinge la prima di una serie di rifacimenti del dipinto dedicato a Che Guevara. Si dedica poi, oltre ai paesaggi, alle intense opere dedicate alle Bagnanti e alle Nude. A questo periodo appartengono anche altre visioni muliebri (Maternità) e nature morte.
Muore a Jesolo nel 2003. Nell’ultimo quadro, Corteo, un piccolo drappello di uomini con le bandiere rosse esce dalla tela, silenzioso ed enigmatico.

Piero Guccione

Piero Guccione è nato a Scicli, in provincia di Ragusa, il 5 maggio 1935.
Ha studiato all'Istituto d'Arte di Catania e all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove si e trasferito nell'ottobre del 1954.
Dal 1958 al 1969 ha partecipato alle missioni paletnologiche nel Sahara libico con l'equipe dell'archeologo Fabrizio Mori, per il rilevamento di pitture rupestri. Nel 1961, su richiesta dell'American Federation of Art, ha organizzato una mostra di tali pitture alla Columbia University di New York, successivamente ospitata nelle maggiori università americane. [Continua a leggere »]
La sua prima mostra personale ha avuto luogo a Roma, alla Galleria Elmo, nel 1960. Dal 1962 al 1964 ha fatto parte del gruppo "Il pro e il contro", con i pittori Attardi, Calabria, Ferroni, Farulli, Guerreschi, Gianquinto, Vespignani e i critici d'arte Del Guercio, Micacchi e Morosini. Tale gruppo ha rappresentato un punto di riferimento per la pittura realista di quegli anni. Dal 1966 al 1969 è stato assistente di Renato Guttuso alla cattedra di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha insegnato all'Accademia di Belle Arti e al I Liceo Artistico di Roma. Nel 1979 ha tenuto la cattedra di pittura all'Accademia di Belle Arti di Catania. Nello stesso anno, con Sonia Alvarez, è tornato a vivere in Sicilia, in una splendida campagna (Quartarella), tra Scicli e Modica.
Ha partecipato a importanti esposizioni pubbliche, nazionali e internazionali. Nel 1984 l'Hirshhorn Museum di Washington lo ha invitato alla mostra internazionale Drawings 1974-84. Nel 1985 è stato invitato dal Metropolitan Museum of Art di New York / The Mezzanine Gallery per un'antologica di grafica.
Sue opere grafiche figurano nella collezione permanente del Museo. Ha partecipato alla X e alla XII edizione della Quadriennale (1972 e 1992). E' stato invitato a diverse edizioni della Biennale di Venezia. (1966, 1972, 1978, 1982, 1988); la Biennale del 1988 gli ha dedicato una sala personale nel Padiglione Italiano.
Nel 1993 ha partecipato alla mostra "Tutte le strade portano a Roma?" a cura di Achille Bonito Oliva, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. A Palazzo Dugnani, con il patrocinio del Comune di Milano, ha avuto luogo nel 1986 la mostra personale "Dopo il vento d'occidente".
La sua prima antologica è stata presentata nel 1971 dal Comune di Ferrara al Centro Arte Visive del Palazzo dei Diamanti; un'altra, molto più ampia, si è svolta alla Galleria d'Arte Moderna del Comune di Conegliano (Treviso) nel 1989. Nel 1992 una retrospettiva con il titolo "Variazioni" è stata patrocinata dalla Provincia Regionale al Palazzo dei Leoni di Messina. Nel 1993 il Comune di Viareggio ha presentato a Palazzo Paolina "Omaggio al Maestro", un'antologica sul tema Il mare, in seno alle manifestazioni per il 64° Premio Letterario.
Nel 1995 l'Assessorato alla Cultura del Comune di Conegliano (Treviso) ha proposto per la seconda volta una sua retrospettiva - curata da Marco Goldin - "I colori del mare 1967/95". L'anno successivo viene presentata una retrospettiva di pastelli a Villa Foscarini Rossi, Stra (Venezia) "Pastelli 1974-1996" a cura di Marco Goldin. Nel 1998 un'antologica viene presentata a Milano, a Palazzo Reale.
Guccione ha partecipato inoltre a numerose mostre nelle gallerie italiane ed estere. La Galleria Il Gabbiano di Roma ha presentato le sue opere nelle principali Fiere d'Arte.
Internazionali: alla Kunstmesse di Basilea, alla FIAC di Parigi, alla C.LA.E. di Chicago e a The Armory Show di New York nel 1988. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi. Con Burri, Schifano e Perez è stato finalista al premio Artista dell'Anno, promosso da 120 critici italiani, a Napoli nel 1988. Nel 1995 è stato nominato Accademico di San Luca.
Guccione ha illustrato alcune opere letterarie, tra cui: Stendhal Il rosso e il nero, Parenti Editore, Firenze 1963; La legge Manilia e le Catilinarie di M. T. Cicerone, Curcio Editore, Roma 1968; Senso di Camillo Boito, Franca May Edizioni, Roma 1986; Giorgio Soavi Poesie d'amore, Edizioni Grafica dei Greci, Roma 1988; Filippo De Pisis Ultime poesie, Edizioni Grafica dei Greci, Roma 1992; Gesualdo Bufalino Rondò della felicità, Edizioni La Corda Pazza, Trento 1992; Giovanni Verga Cavalleria Rusticana, Edizioni Erreti, Bagnara di Romagna (RA) 1995.
Vive e lavora nella campagna di Modica insieme alla compagna Sonia Alvarez.

Renato Guttuso

Giovanni La Cognata

Titina Maselli

Roma, Nata nel ’24 a Roma e scomparsa nel 2005 Dopo gli studi classici, manifesta la sua vocazione artistica; fin dagli esordi i suoi temi preferiti sono la notte, la città, gli stadi, la concitazione sportiva. Ciò la porta a distinguersi dalla Scuola romana, e dal realismo, così come dall’astrattismo geometrico allora imperante.
La prima personale la avrà alla Galleria romana dell’Obelisco; in catalogo viene presentata dallo scrittore Corrado Alvaro. Partecipa quindi alla Biennale di Venezia nel 1950, dove espone Giocatore ferito e nel 1951 presenta quattro opere alla VI Quadriennale romana. Si reca a New York, dove risiede dal 1952 al 1955; qui approfondisce le tematiche sulla città, assorbendo la forte suggestione del luogo. [Continua a leggere »]Dal 1955 al 1958 è in Austria, dove elabora un nuovo approccio al colore. Nel 1958 la Galleria La Salita le dedica una mostra; è presentata in catalogo da Cesare Vivaldi. La sua prima grande antologica, con 34 dipinti dal 1946 al 1965, si terrà nel 1965 alla Galleria romana La Nuova Pesa. Il catalogo comprende scritti di D. Morosini, R. Barilli, E. Crispolti. L’anno dopo un’altra antologica viene presentata a Reggio Emilia da M. Sager. Dal 1970 decide di vivere a Parigi, pur ritornando spesso in italia. J. L.Schefer pubblica a Torino nel 1975 la prima monografia di Titina Maselli, che viene presentata a Milano in occasione della mostra personale alla Galleria Il Fante di Spade. Una grande antologica viene allestita nel 1979 al Kunstamt Kreuzberg di Berlino, presentata dai critici J. Dupin e G. Aillaud. Nel 1983 la Galleria Giulia di Roma espone 18 sue grandi tele con presentazione di J.C.Bailly. Nel 1984 partecipa nuovamente alla Biennale di Venezia, invitata da L.Trucchi. Nel 1985 E. Crispolti cura un’antologica alla Pinacoteca di Macerata. Una retrospettiva, poi itinerante in varie città italiane, viene allestita a Lisbona, Fondazione Gulbenkian, nel 1988 e nel 1990 al Castello di Mesola si tiene una importante antologica dell’artista. Fin dagli anni settanta la sua attività pittorica è accompagnata da lavori per il teatro: allestisce scene e costumi per opere di Strawinsky Beckett, Milhaud, Muller, Pirandello ecc. Vive e lavora tra Roma e Parigi.

Salvatore Paolino

Salvatore Paolino e’ nato a Modica il 14 gennaio 1957.
Dopo gli studi tecnici, completati ne 1978, si dedica da autodidatta alla pittura, utilizzando prevalentemente la tecnica dell’acquerello e il tema del paesaggio ibleo, suo luogo natale. Inizia a esporre a primi anni ’80 in occasione di collettive ed estemporanee locali.
Nel 1983 conosce Guccione e gli altri artisti del Gruppo di Scicli e ha così la possibilità di partecipare alle collettive del Gruppo e di essere presente in alcune mostre di interesse nazionale, (Pittori & Pittori”, Galleria della Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia, 1988; “Opere Insieme”, [Continua a leggere »] itinerante in Sicilia dal luglio 1989 all’aprile 1990; “Paesaggi Italiani – Una situazione del secondo Novecento, Palazzo Sarcinelli, Conegliano Veneto, 1991; “Opere insieme – Artisti Iblei” Premio Campigna XXXV edizione, Galleria Comunale d’Arte Moderna “Vero Stoppioni”, Santa Sofia di Romagna 1991; “L’Isola dipinta – Sicilia: cinquant’anni di natura e paesaggio-1948/1998”, Palazzo del Vittoriano, Roma,1998; “Mappe dell’arte nell’isola, sud est”, Castello Biscari, Acate, 2003; “Sette artisti nel Gruppo di Scicli per il Senato”, Musei di San Salvatore in Lauro, Roma, 2004; “Il Gruppo di Scicli”, Galleria d’arte Moderna “Le Ciminiere”, Catania, 2004; “Di là dal Faro”, Galleria 61, Palermo, 2004; “6 del Gruppo di Scicli”, Galleria Il Gabbiano”, Roma , 2005).
Nel 1987 espone alla Galleria “Il Gabbiano” a Roma, con Carmelo Candiano e Fabio Palamidese.
Nel 1995 tiene la prima personale a Palazzo Mormino a Donnalucata (Scicli) nella quale e’ raccolta la maggior parte degli acquerelli realizzati nel corso di oltre un decennio di attivita’.
Nel 2002 e’ invitato insieme ad altri artisti del Gruppo di Scicli a realizzare una lunetta per il Palazzo Spadaro di Scicli e nel 2003 l’opera “Paesaggio siciliano” viene scelta per la collezione permanente del Senato della Repubblica.
Lo stesso anno ritorna alla pittura ad olio con una personale organizzata nell’Aprile 2005 presso il Caffé Letterario “Vitaliano Brancati” a Scicli.
Vive e lavora a Modica.

Franco Polizzi

Franco Polizzi è nato a Scicli. Piccola città barocca in provincia di Ragusa che lascerà giovanissimo per iscriversi alla Scuola d’arte di Siracusa. E’ qui che comincia a prendere forma nell’artista la voglia di esprimere le influenze mediterranee, i colori e le emozioni dei suoi luoghi natii. Ottenuto il diploma, nel 1973, Polizzi continua la sua avventura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Che conclude brillantemente facendo tesoro degli insegnamenti di maestri come Carmelo Zotti ed Edmondo Bacci. Sono gli anni in cui partecipa alle rassegne d’arte della Fondazione Bevilacqua La Masa, gli anni dei primi successi sospinti dal vento favorevole della prima personale, a Venezia. Ed ecco il salto, nel 1975. I quadri di Polizzi sono accettati alla X Quadriennale d’Arte a Roma. [Continua a leggere »]
Nel 1984 sigla un accordo professionale con la galleria d’arte romana “Il Gabbiano”. Dopo la prima personale nella Capitale, esporrà in varie fiere internazionali: Arte exposition Chicago, Fiac di Parigi e Basilea. Illustri critici d’arte prenderanno a cuore il suo lavoro: Enzo Siciliano, Lorenza Trucchi, Vittorio Sgarbi,Guido Giuffrè, Antonello e Duccio Trombadori, Giorgio Soavi, Claudio Strinati, Marco Di Capua e Marco Goldin. Partecipa a molte mostre collettive e personali: la XXXI Biennale di Milano, il XXX Premio Suzzara a Mantova e il 42° Premio Michetti a Francavilla a Mare. Espone in importanti gallerie: Forni (Bo), Bergamini (Mi), Basile e Galleria 61 (Pa), Il Sagittario (Me). Nel 1996 con Goldin organizza la prima antologica a Treviso. Nel 1999 a Palazzo Sarcinelli partecipa alla collettiva "Elogio del pastello” e alla XIII Quadriennale d’Arte di Roma dove l’opera “Torretta degli Iblei” è acquistata dalla Camera dei deputati. Seguiranno le mostre in tandem con Sonia Alvarez a Palermo, e con “Il gruppo di Scicli”, a Bologna e a Monza. Con Goldin partecipa alla mostra di Palazzo Sarcinelli “Per amore”. Quindi, nel 2003, ecco l’opera “Luce dentro” guadagnare le prestigiose pareti del Senato. Nel 2005 partecipa con un “trittico” alla grande mostra organizzata da Marco Goldin al Piccolo Miglio in Castello, a Brescia, quindi nel 2006 è di nuovo Roma ad ospitare una sua personale, presso la galleria “Andrè”. Attualmente l’artista vive e lavora tra Scicli e Firenze.

Giuseppe Puglisi

Franco Sarnari

Franco Sarnari nasce a Roma il 3 marzo 1933. Autodidatta.
Dal 1954 al 1957 frequenta, senza titoli, un corso triennale di pubblicità. Di quegli anni data l'incontro e l'amicizia con Piero Guccione.
Nel 1964 a Roma, dopo aver visitato studi di artisti più o meno conosciuti, forma e organizza "Il Girasole", un collettivo autogestito da artisti appartenenti a correnti espressive diverse. Nell'arco di alcuni anni partecipa tra l'altro IX e X Quadriennale nazionale d'arte di Roma, al XVIII e XXV Salon de la Jeune Peinture, Musée d'Art Moderne di Parigi, alla II Biennale internazionale della giovane pittura a Bologna, alla Biennale Romana a Palazzo delle Esposizioni a Roma, alla Rassegna internazionale "Alternative Attuali 3"; premiato a Milano, premio Nazionale di Pittura Ramazzotti. [Continua a leggere »]
Alcuni interessi critici sul suo lavoro di quegli anni sono di G. Di Genova, A. Del Guercio, D. Micacchi, D. Morosini, R. G. Kenedy, F. Solmi, E. Crispolti, L. Caramel, G. Cortenova, A. Trombadori, L. Trucchi, D. Buzzati, G. Giuffrè, T. Guerra e nei successivi: L. Barbera, G. Carandente, L. Carluccio, L. Lambertini, C. Malberti, V. Apuleo, P. Nifosì, G. Nifosì, V. Sgarbi, R: Tassi, M. Goldin, M. Vallora, F. Caroli, F. D'Amico, D. Guzzi G., Frazzetto.
Nel marzo 1970 finisce di dipingere "Il mare si muove" opera di trentasei metri quadrati (18 metri per 2), che sarà al centro della mostra "5 anni di pittura" nella sezione Attività Visive del Palazzo dei Diamanti di Ferrara.
Premiato alla V Biennale internazionale della grafica d'arte a Palazzo Strozzi di Firenze per la cartella di nove lito componibili intitolata Frammenti con presentazione critica di Giovanni Carandente.
Alla Galleria La Tavolozza di Palermo espone per la prima volta con Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Piero Guccione e Franco Polizzi con i quali costituirà un legame di lunga amicizia e con essi verrà identificato dalla critica come "Il Gruppo di Scicli".
Nel 1982 gli viene dedicato un saggio monografico scritto da Lorenza Trucchi edito da Le Nuove Edizioni Valsecchi di Firenze.
Nel 1988, al Museu de Arte de Sao Paulo in Brasile, gli viene dedicata una retrospettiva e a Venezia gli viene riservata una sala alla XLIII Biennale d'Arte Internazionale.
Tra il 1987-89 dopo i “Controluce” dedicati a Monet e Pollock e il ritorno sui "Frammenti", nasce il ciclo di opere che andrà sotto il nome di "Cancellazioni" del quale fanno parte "Flagellazione (da Piero della Francesca)", "Ebbrezze", "Chiesa di Santa Maria di Ispica". Nel 1989 viene invitato a dirigere una cattedra di pittura all'Accademia di Belle Arti di Catania.
Nell'autunno del 1994, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano Veneto, viene promossa l'antologica di ottanta dipinti "Sarnari, opere 1957-1994" e poco dopo, nel 1997, la prima rassegna complessiva sulle "Cancellazioni" a Villa Foscarini-Rossi di Stra (VE), entrambe a cura di Marco Goldin.
Nei due anni successivi partecipa tra le altre, sempre a Palazzo Sarcinelli, alle esposizioni "Da Monet a Morandi" e "Roberto Tassi e i pittori da Fattori e Burri" e nel febbraio 1999 viene allestita una sua mostra retrospettiva di opere che vanno dal 1954 al 1970.
Nello stesso anno viene invitato alla XIII Quadriennale d'Arte di Roma e, nella Galleria del Naviglio di Milano, in Ottobre, allestisce la sua prima installazione: "La Palla Pazza".
Nel 2003 il Senato della Repubblica acquista un opera di Sarnari per inserirla nella collezione permanente di Palazzo Madama a Roma insieme ad altre de Il Gruppo di Scicli.
È del 2005 una ricca antologica a Palazzo dei Sette di Orvieto e nello stesso anno in una personale al Castello di Brescia, a cura di Marco Goldin, propone un’opera di 25 metri quadrati che mostra ancora una volta una nuova fioritura nell’infaticabile ricerca dell’autore: i “Neri”.
In questi ultimi anni Sarnari si è dedicato a diversi incontri-confronti negli ambienti universitari e intellettuali per discutere alcune tematiche non strettamente pittoriche che l’autore ha maturato attraverso la ricerca artistica.
Dal lavoro di raccolta degli appunti di ricerca di una vita e dalla sintesi dei diversi incontri, grazie alla collaborazione della figlia Barbara e alla perseveranza di Angelo Scandurra, è stato pubblicato un testo intitolato: “Stato di Necessità. Arte: equilibrio-annullamento” da Il Girasole Edizioni di Catania.
Vive e lavora in Sicilia

Ruggero Savinio

Pittore e scrittore. Nato a Torino il 22 dicembre 1934, è figlio di Alberto Savinio e nipote di Giorgio de Chirico. Vive a Roma. Come pittore, ha tenuto la prima mostra personale a Milano nel 1962, seguita da molte altre esposizioni in Italia e all’estero. Premio Guggenheim per un artista italiano (1986). Nel 1988 e nel 1995, invitato con una personale alla Biennale di Venezia. Nel 1999, sua grande esposizione presso il Castello Sforzesco di Milano. Nel 2001, a cura della Camera dei Deputati, mostra alla Sala del Cenacolo di Vicolo Valdina a Roma. Nel 1997 è uscita dall’Editore Marsilio un’ampia monografia sul suo lavoro, con testi di Massimo Cacciari, Guido Giuffré e dell’autore. Come scrittore ha pubblicato: L’età dell’oro, Scheiwiller, 1981; Percorsi della figura, La Cometa, 1992; Ombra portata, Anabasi, 1992; Paesaggio con figura, Le Lettere, 1996; Il cuore luminoso delle cose, Università di Parma, Facoltà di Architettura, 2001. Collaboratore di numerose riviste. Un suo racconto è stato inserito nell’Antologia del racconto italiano del Novecento, nella collana "I Meridiani" di Mondadori.

Lorenzo Tronabuoni

Renzo Vespignani

Nacque a Roma il 19 febbraio 1924 da Guido Vespignani ed Ester Molinari, bisnipote di Virginio Vespignani, famoso architetto.
Qui, durante il periodo di occupazione nazista della Capitale, alla macchia come tanti suoi coetani, cominciò a disegnare, cercando di rappresentare la realtà crudele, sporca e patetica attorno a lui: lo squallore del paesaggio urbano di periferia, le rovine e le macerie causate dai bombardamenti, il dramma degli emarginati e la povertà del quotidiano.
La sua arte non si limitò alla sola esperienza pittorica, pure importantissima. [Continua a leggere »]L'attività di illustratore risultò particolarmente congeniale alla sua sensibilità fortemente letteraria e lo portò a misurarsi con moltissimi capolavori. Importante anche la sua attività di scenografo.
Risulta infine fondamentale, per una completa valutazione della sua opera, considerare la nutritissima opera di incisore che può annoverare più di quattrocento titoli in acquaforte, vernice molle e litografia.
Nei suoi primi quadri sembra evidente l'influsso di espressionisti come George Grosz e Otto Dix. Nel 1945 espone la sua prima personale e comincia a collaborare a varie riviste politico-letterarie (Domenica, Folla, Mercurio, La Fiera Letteraria) con scritti, illustrazioni e disegni satirici.
Nel 1956 fonda, con altri intellettuali, la rivista Città Aperta, incentrata sui problemi della cultura urbana.
Tra gli artisti a lui vicini si possono inoltre citare Giuseppe Zigaina (e la cosiddetta Scuola di Portonaccio) e, dopo il '63, quelli del gruppo denominato Il pro e il contro, da lui fondato insieme a Ugo Attardi, Fernando Farulli, Ennio Calabria, Piero Guccione e Alberto Gianquinto.
Dal 1969, Vespignani lavora a grandi cicli pittorici dedicati alla crisi della società del benessere
Nel 1991 espone a Roma 124 opere, tra le quali il ciclo Manatthan Transfert, una critica all’insostenibile delirio esistenziale dell’American way of life.
Strettissimo il suo rapporto con la letteratura. Vespignani illustra il Decameron del Boccaccio, poesie e prose del Leopardi, le Opere Complete di Majakowskij, i Quattro Quartetti di Eliot, i Racconti di Kafka, i Sonetti del Belli, le Poesie del Porta, il Testamento di Villon e La Question di Alleg.
Nel 1999 viene eletto Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca e nominato Grand'ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Piero Vignozzi

Piero Vignozzi (Firenze, 1934), pittore toscano, in gioventù giornalista e illustratore al «Giornale del mattino» di Firenze. Una ricerca che dall’informale è giunta al recupero del figurativo, dove dominano ambienti e oggetti tratti dalla quotidianità e percorsi da una vena melanconico-crepuscolare, che sembra nascere dalla constatazione impotente del fluire inarrestabile del tempo.

Piero Zuccaro

 

Tecnica Mista di Antonio Sarnari - Quadrerie del Monastero
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